Dicembre 10, 2019 FarmacistiInAiuto

Guarire si può

Istituzione di un fondo a supporto di bambini affetti da piede torto congenito per garantire loro pari opportunità di cura.

.La patologia del piede torto congenito nei neonati, se curata con il metodo Ponseti, si risolve facilmente e a 40 giorni di vita il bambino è perfettamente guarito. I suoi piedini sono normali e uguali a quelli di tutti gli altri bambini.

Purtroppo, nonostante le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Italia ancora troppi bambini non possono permettersi le cure giuste, perché i loro genitori non sono in grado di sostenere le spese di viaggio per raggiungere ed essere curati da uno dei pochi medici che utilizzano correttamente il metodo Ponseti.

Queste famiglie devono “accontentarsi” di rivolgersi all’ospedale vicino a casa, dove utilizzano ancora il metodo tradizionale, condannando, loro malgrado, i figli ad una vita di dolore e sofferenza. Bambini che non avranno mai una vita normale, non potranno giocare, correre e saltare, ma dovranno accontentarsi di camminare zoppicando o con l’ausilio di stampelle e condurranno una vita da disabile. Altre famiglie non possono poi portare i figli all’estero per riparare ai danni causati da anni di continue operazioni e terapie del tutto inutili e anzi dannose.

Scarica la scheda del progetto

ISTITUZIONE DEL FONDO “GUARIRE SI PUÒ”

Per aiutare tutte queste famiglie e per garantire a tutti i bambini italiani la stessa opportunità di cura, la ”Associazione Nazionale Piede Torto Congenito” ha istituito il fondo “GUARIRE SI PUÒ! ”. Guarire è un diritto di ogni bambino, indipendentemente dalla situazione economica familiare e sociale.

Gli obiettivi di questo progetto ambizioso sono:

1) Aiutare le famiglie bisognose a sostenere ed affrontare le spese di viaggio in Italia per la cura del piede torto congenito;
2) Aiutare le famiglie bisognose a sostenere ed affrontare le spese di viaggio e di ospedalizzazione all’estero;
3) Aiutare i genitori ad affrontare le spese per tutori e materiali di ausilio quando l’ASL non li fornisce nei tempi necessari;
4) Portare periodicamente in Italia medici stranieri, in modo di non dover obbligare i genitori a lunghe trasferte all’estero per un consulto;
5) Organizzare corsi di formazione Ponseti per medici italiani, nella speranza che sempre più centri italiani utilizzino questo metodo;
6) Organizzare corsi di formazione Ponseti per i genitori italiani, per aiutarli nella comprensione e la giusta applicazione del protocollo (parte essenziale per la completa guarigione).

*il testo di inquadramento al progetto è stato preparato dai Responsabili dell’Associazione Nazionale Piede Torto Congenito, che vivono quotidianamente il dolore e la sofferenza di queste famiglie.

I DETTAGLI DEL PROGETTO

PRIMI RISULTATI RAGGIUNTI – 2015
LA STORIA DI REA

Rea è una bambina di 6 anni, nata con piede torto congenito bilaterale, ed è stata curata dalla nascita con il metodo tradizionale: zoppica, cade continuamente e non riesce a correre e a saltare. Può solo guardare gli altri bambini che giocano, corrono e vivono sereni, sognando un giorno di poter avere una vita normale. Grazie ad un compagno di classe della bambina, Erica, la mamma di Rea, entra i contatto con i genitori dell’Associazione Nazionale Piede Torto Congenito, venendo così a conoscenza dell’esistenza del metodo Ponseti.
Dopo varie visite scopre che purtroppo nel nostro paese per la bambina non c’è alcuna possibilità di guarigione: a Rea vengono proposte operazioni molto invasive sulle ossa che non danno alcuna garanzia di successo. La dottoressa Ana Ey Batlle di Barcellona viene in Italia per visitare i casi difficili e propone a Rea, un’operazione minimamente invasiva ai tendini e con esito certo. L’operazione però costa 6000 euro, più le spese di viaggio, ed Erica non se lo può permettere. Da quel momento parte una gara di solidarietà con l’istituzione del
fondo “GUARIRE SI PUÒ!” e una raccolta fondi dell’Associazione “Farmacisti in Aiuto”: Rea potrà finalmente avere dei piedini nuovi e crescere come tutti gli altri bambini.

Abbiamo seguito Rea e la sua mamma in tutte le fasi preparatorie. L’intervento si è tenuto ad Aprile a Barcellona.

Pochi giorni dopo, Rea è tornata in Italia e presto potrà tornare a correre.